Storia di una collezione
OPERA s.r.l. - società di produzione con sede a Reggio Emilia che da tempo lavora nel settore teatrale - ha recentemente intrapreso una nuova attività nel campo dell'editoria tessile.
A questo scopo è stato "riesumato", per così dire, un marchio "storico" della tessitura italiana, l'ANTICO COTONIFICIO VENEZIANO, posto a suggello di un prodotto esclusivo, interamente realizzato in Italia con metodologie ancora artigianali.
Dopo anni di accanita sperimentazione è stata messa a punto dall'azienda una collezione di tessuti per arredamento, allestimenti scenici ed ogni altro utilizzo, anche sartoriale, in cui siano richieste qualità, eleganza ed originalità d'ispirazione.
Il supporto è il cotone. Si tratta di una tela leggera, ad armatura raso, in purissimo cotone egiziano "Makò" fatto espressamente tessere in Italia. Un tessuto di qualità, robusto, facile da lavorare, lavabile a 30º C o a secco.
La metodologia esecutiva è a stampa: una stampa con quadro "alla lionese" condotta secondo tradizionali procedimenti manuali che conferiscono a ciascuna pezza una prerogativa d'indiscussa unicità.
La peculiarità è data dalla componente metallica . Una cura particolare è stata accordata al meditato accostamento dei valori cromatici con le iridescenze dell'oro, dell'argento, del silvery gold, dell'acciaio, come pure del rame, del bronzo, del verderame e dell'ardesia. Tutti elementi, questi, che indiscutibilmente connotano il marcato carattere pittorico della collezione.
Inderogabilmente storiche sono le fonti. Una complessa, quanto accurata indagine ha condotto al recupero ed alla presentazione dei ventiquattro motivi d'ornato tessile che vanno a comporre il primo campionario dell'Antico Cotonificio Veneziano. Esso spazia cronologicamente dagli sciamiti bizantini del X secolo ai damaschi Decò, senza trascurare il vasto repertorio offerto dalle carte decorate, a partire da quelle settecentesche della stamperia dei Remondini di Bassano sino alla produzione inglese d'impronta "Arts and Crafts" della seconda metà dell'Ottocento.
Sono stati scelti alcuni tra i più rappresentativi modelli della storia della produzione tessile, attingendo variamente all'antica e gloriosa tradizione veneziana, in primis, ma anche a quella genovese, del pari raffinata. Si è presa, inoltre, ispirazione dalle sete operate della Grande Fabrique di Lione, come anche dagli esiti, del tutto originali, raggiunti dalla manifattura inglese di Spitalfields. Nella collezione non mancano, ancora, motivi tessili piuttosto rari, espressione di culture remote, come prodotti indiani del periodo Mogul, opere di maestranze musulmane del Turkestan o della Cina.
In vista della concreta destinazione d'uso, sia d'arredo che sartoriale, a questa seducente operazione di recupero in chiave storicista, di sapore quasi ottocentesco, si è affiancata un'attenta disamina delle inclinazioni del gusto contemporaneo, finendo col contemperare armoniosamente valenze formali del passato ed aspetti tecnici d'avanguardia.